Michele Nuzzi's profileDUE PASSIPhotosBlogListsMore Tools Help

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    October 30

    L'EQUATORE DA MILANO (Gino e Michele)

    Era un tipo stravagante, pieno di iniziative. Lo incontrammo mentre stava raccogliendo le firme per far passare lì equatore da Milano.

    GINO & MICHELE

    I MODI DI DIRE (Luca Goldoni)

    Certi modi di dire non hanno senso. Ad esempio: “Partite in quarta”. Provateci. Vi si spegne il motore.

    LUCA GOLDONI

    I DISPIACERI ( Albert Villemetz)

    Non cercate di annegare i dispiaceri nell’ alcool. Sanno nuotare.

    ALBERT VILLEMETZ

    L'AIUTO (Herbert Procnov)

    Se aiuti qualcuno che è nei guai, si ricorderà di te. La prossima volta che è nei guai.

    HERBERT V. PROCNOV

    I MEDICI ( Michel Demontagne)

    I medici sono dei privilegiati. I loro successi li vedono tutti. I loro errori sono coperti dalla terra.

    MICHEL DEMONTAIGNE

    IL FINESTRINO DEL TRAM (Julian Twin)

    Luglio, mese in cui non si riesce ad aprire quel finestrino del tram che non si riesce a chiudere in dicembre.

    JULIAN TWIN

    LA FELICITA' (Ennio Flaiano)

    La felicità è desiderare ciò che si possiede.

    ENNIO FLAIANO

    October 26

    UN NUOVO NOME PER IL CORNUTO (Nantas Salvalaggio)

    La serva non è più serva ma colf. Il cieco è un non vedente. Il sordo è un audioleso. Lo spazzino è un operatore ecologico. Il portantino dell’ ospedale è un paramedico. Non resta che trovare un nuovo nome per il cornuto.

    NANTAS SALVALAGGIO

    LA SUOCERA (Ken Dodd)

    Non ho parlato con mia suocera per diciotto mesi. Non volevo interromperla.

    KEN DODD

    L'OTTIMISTA E IL PESSIMISTA (Gustave Flumbert)

    L’ottimista dice: “Domani è domenica”. Il pessimista dice: “Dopodomani è lunedì”.

    GUSTAVE FLUMBERT

    SIAMO BIODEGRADABILI (Boris Makaresco)

    Polvere siamo e polvere ritorneremo. Se non altro siamo biodegradabili.

    BORIS MAKARESCO

    October 24

    I RAGAZZI SONO DEI DURI (Bill Barner)

    I ragazzi sono dei duri. Una volta ho visto un ragazzo e gli ho regalato un’ arancia. Sua madre lo ha ripreso: “Cosa si dice al signore?”. Il ragazzo mi ha guardato e ha detto: “Sbucciala!”.

    BILL BARNER

    LA DROGA INTENSIFICA LA PERSONALITA' (Bill Crosby)

    Mi sono avvicinato ad un drogato e gli ho detto: “Cosa c’è di così speciale nella cocaina che la fa diventare così meravigliosa?”. E lui mi ha detto: “Intensifica la tua personalità”. Allora io gli ho detto: “Si, ma se sei un imbecille?”.

    BILL COSBY

    October 23

    GLI OCCHI E IL BUIO - NUOVO ROMANZO A FUMETTI DELLA BONELLI

    Gigi Simeoni è nel mondo del fumetto da ormai diversi anni, avendo esordito professionalmente nel 1990 sulle pubblicazioni delle edizioni Acme, per poi collaborare con Universo, Star Comics e quindi, nel 1996, approdare alla Sergio Bonelli Editore sulle pagine di Nathan Never. Dopo aver lavorato a lungo sulle storie dell’Agente Speciale Alfa, ma anche su quelle di Brendon e Gregory Hunter, attualmente sta terminando un albo della mini-serie Volto Nascosto, il cui primo numero è stato pubblicato proprio pochi giorni fa. Prima di lavorare al personaggio di Gianfranco Manfredi, però, Simeoni ha coltivato a lungo un progetto molto personale che è giunto a concretizzare scrivendo e disegnando “Gli occhi e il buio”, un inquietante thriller psicologico ambientato tra le nebbie di Milano agli inizi del secolo scorso. Il volume, il secondo della collana “Romanzi a Fumetti Bonelli”, arriverà in edicola il 26 ottobre. Ce ne parla, anticipandocene i temi e concedendoci una sbirciata dietro le quinte, lo stesso autore bresciano.

    Come nasce il progetto di un romanzo a fumetti come "Gli occhi e il buio" e quanto tempo hai impiegato per realizzarlo?

    L'idea centrale del romanzo, che ruota attorno alle ossessioni di un assassino, risale almeno a una decina di anni fa. Era una storia che stava in piedi da sola, senza bisogno di una specifica ambientazione storica. Infatti, ricordo che una delle ipotesi che avevo elaborato era quella di adattarla a un albo per Dylan Dog da proporre a Bonelli, ma non mi pareva ancora del tutto a posto e lasciai perdere. Per un motivo o per un altro, insomma, gli anni sono passati e io ho continuato a modificare il racconto, a tagliarne e cucirne la trama, aspettando di poterlo ritenere pronto. Parlando con Stefano Vietti, sceneggiatore di Nathan Never con cui ho spesso collaborato in passato, venni a sapere che aveva intenzione di presentare un progetto di una collana di romanzi a fumetti e in quell'occasione, sapendo che sono anche sceneggiatore e che avevo qualche cartuccia da sparare, Stefano mi consigliò di rompere gli indugi e candidare la mia storia. L'idea di posizionarla temporalmente agli inizi del Novecento mi è venuta all'improvviso. Non ricordo quale è stato l'elemento scatenante, ma mi sono detto: la Belle Époque ha tutte le caratteristiche ambientali adatte a sorreggere l'intera vicenda. E così, ho imbastito il soggetto. Tra soggetto, sceneggiatura e disegni ci ho messo oltre due anni e mezzo a realizzare “Gli occhi e il buio”.

    Sfogliando le pagine della storia, appare chiaro quanto sia stato approfondito il lavoro di preparazione di quest'avventura. Raccontaci come ti sei documentato, sia dal punto di vista iconografico che storico, e quali sono state le fonti principali a cui hai attinto...

    Prima di tutto, mi interessava cercare di "evocare" un'atmosfera andata perduta, più che fare il ritratto alle suppellettili e ai costumi del tempo. Quindi la mia ricerca, all'inizio, si è concentrata soprattutto sui saggi e sui testi di storia. Tra questi, il bellissimo "Milano ventesimo secolo" di Indro Montanelli e Mario Cervi. Poi, ho sfogliato un'antica "Enciclopedia dei Ragazzi" di quel periodo, gelosamente conservata in famiglia. Per l'aspetto poliziesco, ho recuperato il volume "1903/2003 - 100 anni di Polizia Scientifica", un'edizione speciale della Polizia di Stato. Inoltre, ho contattato direttamente il direttore dell'Ufficio Storico della Polizia di Stato, l'Ispettore Superiore Giulio Quintavalli, che si è dimostrato estremamente competente e disponibile. Sugli aspetti tipici di Milano, ho trovato moltissimo materiale sul sito www.storiadimilano.it
    Per quanto concerne le automobili e i mezzi di trasporto ho contattato la direzione della rivista "Ruoteclassiche", poi la ditta "Musso Gomme" di Torino, che tratta pneumatici d'epoca, oltre ad aver visitato la Fiera dei motori e dell'antiquariato di Padova. Molte cose le ho scoperte su internet, come ad esempio la cifra riportata sulle targhe automobilistiche e delle carrozze di Milano in quell'epoca. Cifre, sì, perché fino al 1903, le targhe non esistevano proprio. Due anni di prova con alcuni numeri nelle maggiori città, e poi via: dal 1905 fino al 1927, ogni provincia riportava uno specifico numero. Milano aveva il 38. Sembra un dettaglio da niente, ma se devi disegnare una scena con delle auto, non puoi sempre inquadrarne il muso, no? Ma andiamo avanti. Ho recuperato molte notizie su Cesare Lombroso, per conoscere in modo approfondito tutta la teoria della criminologia moderna, e dare così "corpo" all'aspetto poliziesco della vicenda. Poi, mi sono studiato bene il saggio "La scena del Crimine" di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi. Dal punto di vista iconografico, ho girato diverse librerie di Milano per le immagini dei Navigli, sono stato all’Università Statale con la mia macchina digitale a fotografare l'ambiente, ho saccheggiato la biblioteca incredibilmente fornita del mio amico Mario Rossi, disegnatore di Dampyr. Ho raccolto materiale su ogni possibile aspetto della Belle Époque: dal catalogo sui vasi Liberty a quello sulle muse dipinte da Alfonse Mucha, al volume sull'arredamento d'inizio secolo... insomma, non ho trascurato nessuna possibile fonte. Ho curato anche il linguaggio, che aveva un uso particolare e ben codificato del "lei " e del "tu". Alla fine, però, ho anche inventato un po', cercando di mantenere, comunque, lo spirito scenografico dell'insieme.
    FONTE: http://www.sergiobonellieditore.it/news/1frameset_news.html

    LA BARBIE (Giorgio Panariello)

    Prendiamo la Barbie. Una bambola che nuda costerà sulle 20.000 Lire. Però la Barbie vuole il vestito da sposa, la Barbi vuole i trucchi, vuole la roulotte e il camper, vuole la piscina… il problema non è comprarla, è mantenerla!

    GIORGIO PANARIELLO

    UN PRESTITO (Roberto Benigni)

    Ho bisogno di un prestito di 100 milioni e la banca mi chiede una garanzia di un miliardo! Ma se io ce l’avessi un miliardo non le chiederei 100 milioni! Come se io andassi dal fruttivendolo, gli chiedessi una melanzana e questi mi rispondesse: “ te la do solo se ce n’hai altre 1000 a casa!”.

    ROBERTO BENIGNI  – TU MI TURBI - 1981

    UN RAGAZZO SFOTRUNATO ( Walter Veltroni - Michele Nuzzi)

    Spesso la gente mi dice che sono un bravo ragazzo, che sono maturo, che sono addirittura perfetto.  Ma io so che invece la mia bravura è legata alla mia sfortuna. Se non avessi sofferto se spesso non fossi rimasto solo, non avrei avuto voglia di leggere e di capire, non avrei avuto voglia di uscirne. Se avessi tutto non avrei più voglia di niente. Invece il mondo ha avuto un debito con me, e io mi sono preparato per poter chiedere il pagamento poco alla volta, ma con gli interessi.

    ASPETTA TE STESSO - WALTER VELTRONI + Una mia piccola personalizzazione – 2007

    October 11

    GORKY IL NUOVO MITO MEDIATICO!!!

    Ciao a tutti! Con questa mail annuncio la nascita di un nuovo mito mediatico...il GORKY!
    E a quanto pare gli "ascolti" di questo blog sono DECOLLATI...da poco abbiamo superato i 1.000 accessi...niente male per un blog, che non vende nulla, non è il diario di una spogliarellista, non pubblica foto porno... ma foto di pupazzi e non pubblica articoli scandalo ma notizie su ecologia, economia, fumetti e cinema (le mie passioni).

    Il pupazzetto in questione è un vecchio fondo d'armadio del nostro caro vecchio amico Batty, ma che in una serata tra amici è divenuto casualmente l'idolo delle nostre foto!
    Le avventure del Gorky avranno un seguito...sucuro!!!
    Quindi rimanete sintonizzati su questi schermi!

    Grazie a tutti per l'attenzione!
    un saluto a tutti
    Mitch