September 19
Il 21 novembre approderà in edicola il primo numero di una nuova
mini-serie bonelliana. Certo, parlare di mini serie per una collana di
diciotto albi semestrali fa un po’ sorridere, dato che ci accompagnerà,
se tutto va bene, per i prossimi nove anni… in ogni caso, le questioni
di tempo non sono un problema per la protagonista, Lilith, dato che il
suo autore, Luca Enoch, ha deciso di dotarla della capacità di
spostarsi attraverso le ere: dal distante futuro fino al remotissimo
passato! Approfittando di una visita in redazione, abbiamo costretto
Enoch a sottoporsi al fuoco di fila delle nostre domande, per regalare
ai lettori della sezione Comics News un esclusivo sguardo dietro le
quinte di questa nuova collana, anche attraverso gli schizzi
preparatori che pubblichiamo in questa stessa pagina.
Come nasce Lilith, sia la serie che la protagonista e il suo nome? È stata lunga la fase di progettazione?
Più
che lunga, non è ancora finita. Qui non si tratta di “costruirsi il
nido” una volta per tutte e poi ambientarci comodamente le avventure.
Ogni episodio sarà collocato in un contesto storico differente e questo
comporta una dettagliata documentazione e una continua ricerca di
immagini. Come a dire che me la sono cercata…
Lilith è il demone femminile della religione mesopotamica associato
alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte e
deriva da Ishtar, la dea della Luna. Secondo la tradizione cabalistica,
Lilith è la prima compagna di Adamo, precedente ad Eva, che non accetta
la superiorità del maschio e si accoppia con i demoni, lasciando il
povero Adamo con un palmo di naso. Nell'immaginario popolare ebraico è
temuta come demone notturno, pericolosa per i bambini di sesso maschile
e dotata degli aspetti negativi della femminilità: adulterio,
stregoneria e lussuria. Quindi non una personcina ammodo… Mi sembrava
che il nome calzasse a pennello per questo personaggio: una assassina
mandata indietro nel tempo a uccidere persone inconsapevoli.
Ancora una volta, come nelle ultime collane da te create
(Sprayliz e Gea), i riflettori sono puntati su un personaggio
femminile. Pensi che l'"altra metà del cielo" abbia una marcia in più,
in termini fumettistici e avventurosi?
Di sicuro è più interessante da definire, proprio perché “altra”
rispetto a me, vero maschio tutto di un pezzo! Diceva Umberto Eco che i
fumettisti disegnano se stessi nei loro racconti, riferendosi a Hugo
Pratt e al suo Corto Maltese. Io penso che ci siano autori che si
identificano con il proprio personaggio e altri che invece preferiscono
creare qualcosa che si distacchi il più possibile da se stessi e dalla
propria personalità. Affrontando personaggi femminili inoltre mi illudo
di conoscere l’universo femminile e questo fa un sacco bene al mio ego
virile.
Ci dicevi che ogni albo avrà un'ambientazione storica differente. Dato
il tuo approccio realistico (senza per forza risultare didattico),
quali sono le difficoltà di strutturare una serie focalizzata sul
viaggio nel tempo?
Non ne voglio parlare perché altrimenti mi prende un attacco d’ansia (ormai sono vicino alla mezz’età e sono cose pericolose…).
Nelle
prime avventure metterai già tutte le carte in tavola e il meccanismo
narrativo sarà da subito chiaro o sul personaggio, il suo mondo, la sua
missione rimarrà molto da scoprire?
L’idea è
rendere chiaro subito quale sia la sua missione e quali i modi con cui
lei dovrebbe portarla a termine. Penso che tra il primo e secondo
episodio sarà tutto ben esplicitato nella narrazione. Quello che
rimarrà avvolto nel mistero è la natura dei suoi “nemici”: sono davvero
cattivi cattivi o hanno anche loro qualche ragione? Del resto è un tema
che ho affrontato in maniera decisa anche in “Gea”. Lilith stessa dovrà
sviluppare un’etica peculiare per reggere il peso delle sue azioni; far
fuori una carogna non solleva grandi ostacoli morali, ma quando la
vittima è una persona qualunque, magari un brav’uomo, allora sorgono i
veri problemi. Inoltre, la sua è una missione con lieto fine e ritorno
a casa o una drammatica missione suicida? Questi sono i temi che mi
riservo di sviluppare pian piano.
Ci saranno dei personaggi ricorrenti o la nostra protagonista sarà un'eroina solitaria?
Per forza di cosa Lyca (lei adotterà il nome “Lilith” solo a metà del
secondo albo) viaggerà da sola. Non esisteranno comprimari ricorrenti
come il Pesante in “Gea” (anche se Thorwald e Bluto faranno una
comparsa in una delle avventure). Unici compagni della protagonista
saranno lo Scuro, il felino-cagnone nero che è la sua guida e la sua
scorta, e i “Cardi,”i nemici che la rincorrono lungo lo spazio-tempo
per impedire che realizzi la sua missione.
A che pubblico pensi di rivolgerti? I lettori di Gea credi riusciranno
ad appassionarsi alla struttura altrettanto ricca e complessa di Lilith?
Più che altro ci spero. Lilith sarà indubbiamente un personaggio meno
spensierato di Sprayliz e meno spumeggiante di Gea. Tutta
l’impostazione della serie porta a una caratterizzazione drammatica,
con brevi sprazzi umoristici, ma non so prevedere esattamente dove mi
porterà l’evoluzione del personaggio.
FONTE: http://www.sergiobonellieditore.it/news/1frameset_news.html